
TRAPPOLA NELLA NOTTE A LU FENOSU: DOPO LE MINACCE, TESA UNA LENZA SUL SENTIERO PER LA SPIAGGIA
Nella notte tra il 22 e il 23 si è verificato l’ennesimo episodio di intimidazione....
Nella notte tra il 22 e il 23 si è verificato l’ennesimo episodio di intimidazione. Dopo l’avvertimento rivolto a uno degli attivisti da un dipendente della società Fasano nel tardo pomeriggio del giorno 22 luglio, nella spiaggia di lu Fenosu, è stato compiuto un gesto raccapricciante e potenzialmente idoneo a mettere a rischio l’incolumità di chiunque vi si fosse imbattuto. Parliamo di una lenza da pesca tesa da un’estremità all’altra del percorso, fissata tra gli scogli lungo il tragitto che conduce alla spiaggetta che la società brasiliana vorrebbe privatizzare. Si tratta dell’ennesimo tentativo di intimidazione nei confronti di chi, da 24 giorni, presidia senza sosta l’intera area. Un tentativo destinato a fallire: gli attivisti non hanno alcuna intenzione di arretrare di fronte a simili intimidazioni, che sembrano anzi intensificarsi con il passare del tempo. A questo si aggiunge un ulteriore tentativo di delegittimazione. Si sta infatti cercando di attribuire agli attivisti la responsabilità del degrado dell’area presidiata. Nei pressi del parcheggio e delle zone in cui sostano i volontari sono state rinvenute buste di rifiuti, evidentemente lasciate con l’intento di far ricadere su di loro la colpa della sporcizia. I fatti raccontano però un’altra storia. Gli attivisti si sono dotati di un bagno chimico, messo a disposizione della collettività, turisti compresi, e di appositi contenitori per la raccolta differenziata e in questi giorni hanno inoltre provveduto a ripulire l’area dai rifiuti, intervenendo anche lungo il tratto di costa. Il presidio proseguirà fino a quando i progetti di speculazione non verranno definitivamente abbandonati e il cancello che oggi impedisce il libero transito dei cittadini verso la spiaggia non sarà rimosso o lasciato stabilmente aperto, nel pieno rispetto dei diritti della collettività. Rivolgiamo infine un appello alla magistratura affinché prenda in esame, con la dovuta urgenza, le numerose PEC e segnalazioni già trasmesse, corredate da fotografie e da un’ampia documentazione. Ogni giorno di inerzia rischia di alimentare un clima di tensione che non dovrebbe trovare spazio in uno Stato di diritto.
Commenti
Ragazzə, come ben sapete, tutti questi bastoni fra le ruote sono la riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, del torto marcio in cui versano Fasano & Co., della loro coda di paglia che stanno cercando, pietosamente e pateticamente, di spegnere. Siete ben tempratə, certo, ma vivere in una situazione di così alto pericolo, costantemente nel mirino di questi aguzzini e dei loro balordi soprusi, deve essere molto pesante. Grazie ancora per la vostra tenacia e coraggio, che state mettendo a disposizione per la Sardegna tutta e chi la ama. Fintzas a s'indipendentzia pitzinnos, verremo presto a unirci anche fisicamente alla causa, già cara nello spirito!
Purtroppo, per questioni lavorative, non posso essere lì con voi. Ma sono contento di quello che sta finalmente accadendo. Sono fiero di essere Sardo! La nostra terra rimane nostra Il nostro profumo è diverso da los meres coloniale che continua a puntarci il dito con prepotenza. Orgoglioso del vostro assedio. Un saluto e un abbraccio a tutti voi.
