Surra non dialoga con l’inerzia.
La colpisce.
Non siamo qui per spiegare, ma per svegliare.
Contro l’abitudine a subire.
Contro l’idea che non esista alternativa.
Surra è una Sardegna che smette di chiedere permesso.
Non un partito.
Non un comitato.
Non un palco.
È un’attitudine.
Una presa di posizione.
Abbiamo scelto un movimento perché il protagonismo non libera nessuno.
Abbiamo scelto la lucidità perché la rabbia, da sola, è sterile.
Costruire coscienza è l’obiettivo.
Quando la coscienza arriva, il potere inizia a tremare.
La Sardegna non è fragile.
È stata addestrata a non reagire.
La Sardegna non ha bisogno di eroi.
Ha bisogno di persone sveglie e organizzate.
Il centro non siamo noi, né nessun altro.
Il centro è ciò che resta quando nessuno cerca di primeggiare.
Il centro è la causa.
Il fine è una Sardegna libera.