
OMODEO: DECENNI DI CONTAMINAZIONE NELL’INDIFFERENZA GENERALE
Al lago Omodeo la situazione ambientale è gravissima...
Al lago Omodeo la situazione ambientale è gravissima. Le acque risultano profondamente compromesse da decenni di utilizzo come poligono di addestramento della polizia di Stato e da sversamenti di scorie industriali provenienti dalla fabbrica di Ottana. Un inquinamento sistemico, stratificato nel tempo, che avrebbe trasformato il lago in un bacino contaminato. Il punto più allarmante è che quest’acqua non è isolata. Al contrario, alimenta parte del Campidano. Un’acqua che, secondo numerose testimonianze raccolte, dalle analisi effettuate nel 2019, presentano tensioattivi, metalli pesanti e agenti inquinanti provenienti dal materiale interrato ad Ottana. Queste informazioni emergono da racconti diretti di persone che conoscono il territorio, che vi hanno lavorato o vissuto a lungo, e che sono state più volte invitate a esporsi pubblicamente. Nessuna di loro, però, ha avuto il coraggio di farlo apertamente. La paura è diffusa, concreta, paralizzante. Eppure il silenzio non protegge nessuno. Se queste realtà non vengono denunciate e portate alla luce, la situazione della Sardegna non potrà che peggiorare. Com’è possibile che un’infrastruttura idrica di questa portata sia stata esposta per decenni a fonti di contaminazione così gravi? Com’è possibile che nessuno abbia fermato tutto questo prima? La Sardegna è tra i territori con il più alto tasso di tumori in Italia e con un registro tumori fermo da anni. Venne istituito per legge dal 2012, ma non è ancora pienamente operativo e aggiornato su tutto il territorio. manca un sistema informatico integrato che permetta una raccolta uniforme e tempestiva dei dati, completa e costantemente aggiornata dell’intera isola. E per un tema così serio, questo è grave. Malattie rare, autoimmuni e degenerative colpiscono un numero anomalo di persone. Spesso si cercano spiegazioni complesse, fantasiose, o si punta il dito unicamente sulla questione della genetica sottovalutando enormemente i fattori ambientali corelati all’inquinamento. Che sembra, per molti versi, tabù. Quell’acqua arriva anche ai rubinetti di casa. Questo lo affermano dipendenti di Abanoa sostenendo che quell’acqua viene potabilizzata e che i potabilizzatori sono tarati su parametri generali. Se non esistono dati certi e certificati sul contenuto del lago, “i parametri generali” sono sufficienti ? E non è tutto: sempre secondo gli addetti al settore, quell’acqua viene utilizzata anche per irrigare i campi, senza che venga effettuato alcun tipo di trattamento. I campi producono cibo che tutti voi consumate. L’idea iniziale era realizzare un video-inchiesta, dando voce diretta a chi conosce questi fatti. la paura ha vinto. Resta però un dovere: raccontare comunque questa realtà. Com’è possibile che l’acqua, bene primario per eccellenza, venga trattata con una tale leggerezza? La verità, anche quando fa paura, deve venire fuori. Soprattutto quando mette in pericolo vite umane.
