
MONTE D’ACCODDI E SU CRUCIFISSU MANNU: DOVE NASCEVA IL SACRO, OGGI SI PIANTANO PANNELLI
Due dei più importanti siti archeologici della Sardegna, stanno per cadere vittime dell’assalto speculativo delle società del green..
Due dei più importanti siti archeologici della Sardegna, stanno per cadere vittime dell’assalto speculativo delle società del green. Nord-ovest della Sardegna, su crocifissu Mannu, Pratrimonio unesco: conserva testimonianze prenuragiche, tra cui tavole e incisioni sacre, che raccontano la vita, il culto e le gerarchie sociali delle popolazioni che hanno costruito la Sardegna antica. Simbolo della capacità dei sardi di fondere architettura e spiritualità in armonia con il territorio. Monte d’Accoddi si erge come un ponte tra terra e cielo, un monumento che racconta di tempi remoti e di mani che scolpirono pietra e memoria. La piattaforma sopraelevata, accessibile tramite la rampa, sembra un invito a salire verso il sacro, verso un dialogo silenzioso con l’infinito. La sua forma ricorda le ziqqurat del Vicino Oriente, eppure appartiene al cuore antico della Nurra. La sua datazione viene generalmente collocata in epoca prenuragica, anche se le analisi radiometriche effettuate riguardano livelli del suolo sottostante e non direttamente la costruzione, lasciando incerta la cronologia effettiva del monumento che parrebbe invece, molto più antico. Ogni lastrone, ogni elemento litico, pare custodire un enigma: un sistema cultuale articolato compatibile con modelli religiosi nei quali una divinità principale si manifesta attraverso diverse forme o attributi. Anche l’etimologia del nome è custode di un antichissimo passato: possibili radici semitiche legate al concetto di sacralità, in parallelo con tradizioni linguistiche del Vicino Oriente. Nel raggio di poche centinaia di metri sono presenti numerosi altri siti archeologici, tra cui domus de janas, che indicano una frequentazione intensa e articolata del territorio. Questi siti sono testimoni di una Sardegna che in antichità era un melting-pot di culture. Relazioni e interconnessioni tra diverse aree del Mediterraneo, in cui pratiche religiose, conoscenze tecniche e sistemi simbolici, si svilupparono attraverso processi di scambio e integrazione. La storia e l’archeologia sarda esistono e hanno un valore inestimabile. Ciò nonostante, alla politica asservita non sembra interessare. Continua a mostrare un’inerzia preoccupante, mentre la tutela del nostro patrimonio cede il passo agli interessi del finto green. Recentemente, il TAR della Sardegna ha emesso una sentenza che dà ragione alla società Dren Solare 12 S.r.l., promotrice dei uno dei progetti di agrivoltaico Green And Blue Abba Corente S.r.l., e annulla i provvedimenti della Regione Sardegna che avevano dichiarato improcedibile la richiesta di autorizzazione del progetto. Il TAR ha stabilito che la legge regionale n. 20/2024, che vietava l’installazione di impianti su alcune aree considerate “non idonee”, è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nella sua parte più rilevante. La Corte ha precisato che l’inidoneità di un’area non può mai equivalere a un divieto assoluto e aprioristico, e che le autorità regionali devono valutare caso per caso la compatibilità degli impianti, tenendo conto del contesto urbanistico, paesaggistico e ambientale. Di conseguenza, ha ordinato alla Regione Sardegna di riavviare il procedimento autorizzativo per il progetto agrivoltaico entro 90 giorni dalla notifica della sentenza. I progetti in questione si trovano anche a pochissima distanza dalla Necropoli di Truncu Reale-Sant’Agostino, purtroppo scoperta quando era già circondata da pannelli fotovoltaici. I denari, anche miseri, agitati sotto il naso dei nostri politicanti, sono l’unico criterio che guida la disponibilità a vendere pezzi di isola. Siamo in pieno abuso. Ed è importante che ciascuno di voi contribuisca in qualsiasi modo: fate pressione sulle amministrazioni! Con il movimento SURRA abbiamo avviato una petizione per far sapere alla politica che il popolo si oppone. firmate ora prima che altre aree di straordinario valore storico siano sacrificate.
