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26 marzo 2026

MINACCE INDUSTRIALI SULLE MERAVIGLIE DEL SARRABUS-CAMPIDANO

Il Cuccuru Ella è un rilievo roccioso facilmente riconoscibile..

Il Cuccuru Ella è un rilievo roccioso facilmente riconoscibile da lontano e utilizzato come punto di riferimento dai frequentatori dell’intero Sarrabus-Campidano. La cresta si estende in lunghezza ed è già stata interessata dall’installazione di alcuni tralici per il passaggio della corrente elettrica, mentre una strada sterrata collega Cala ‘e Moru alla cima, costeggiando il rio Geremeas. Chi osserva il monte dal versante di Quartu sa bene quanto spettacolare sia questa valle: una ripida gola attraversata da un fiume che, in diversi punti, forma cascate tra salti di granito levigato. Un’altra cascata, Meriagu Mannu, si trova lungo la strada che porta verso Bruncu sa Madrina. Le numerose terrazze panoramiche offrono una vista sull’intero litorale, frequentatissimo dal turismo balneare, e permettono di ammirare la linea montana nella sua interezza. L’area è costellata di monumenti archeologici, prevalentemente nuragici, molti dei quali non ancora censiti dalla Soprintendenza. Alcune segnalazioni indicano la presenza, nella sommità del monte, di strutture preistoriche, tra cui rare tombe di giganti. Il Cuccuru Ella rappresenta inoltre un’importante via di passaggio per la fauna proveniente dal Parco del Sette Fratelli. I cervi, strettamente protetti dalla legge nazionale 157/92 e dalla legge regionale 23/98, utilizzano i sentieri per raggiungere i corsi d’acqua e gli areali più vasti, spostandosi fino ai colli di Geremeas e verso il Monte Nieddu di Maracalagonis, senza mai attraversare strade asfaltate. Le formazioni geologiche emergenti sulla cresta, in particolare i lastroni granitici che probabilmente hanno dato il nome al rilievo, contribuiscono alla spettacolarità del paesaggio. L’altopiano fra Monte Nieddu e Bruncu Birrocci costituisce un collegamento naturale fra due aree di grande importanza per la Sardegna meridionale: il Parco Regionale del Sette Fratelli/Monte Genis e l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Pur non essendo interamente inclusi nella Rete Natura 2000, questi rilievi rivestono un ruolo fondamentale nella continuità ecologico-funzionale dell’area. Qualsiasi progetto industriale, come impianti eolici o altre infrastrutture, rappresenterebbe un pericolo per gli animali che vivono e transitano nell’altopiano, per la flora locale – lecci e querce da sughero che lottano contro aridità e siccità – e per il patrimonio archeologico ancora da studiare. Alcuni siti hanno restituito reperti come monete antiche e officine litiche, sottolineando l’importanza scientifica dell’area. Bruncu sa Madrina, a nord dell’altopiano, è attraversato dal rio Sa Madrina, che alimenta la cascata di Meriagu Mannu. La sommità ospita un nuraghe di notevole grandezza, ancora intatto, che rappresenta una delle maggiori attrazioni potenziali dell’area ed è incluso nel Piano Paesaggistico Regionale. Nonostante non tutte le zone circostanti godano di tutela specifica, l’altopiano è contornato da aree protette a vario titolo: zone ZPS come lo Stagno di Notteri, l’isola di Serpentara, l’isola dei Cavoli, Punta Molentis e Capo Carbonara, il Monte dei Sette Fratelli; zone SIC come Bruncu de su Monte Moru – Geremeas (Mari Pintau) e la Costa di Cagliari, che comprende aree fra Solanas e Villasimius; e zone ZSC che ricalcano le precedenti. Queste aree fanno parte della Rete Natura 2000, creata per garantire continuità ecologico-funzionale e tutelare habitat e specie minacciate in tutta l’Unione Europea. Sebbene in queste zone siano consentite attività umane come pastorizia e agricoltura, è fondamentale rispettare i criteri di tutela. La costruzione di parchi eolici nelle ZPS, ad esempio, è vietata per proteggere i volatili e le loro rotte migratorie. Qualsiasi interferenza con l’integrità di queste aree potrebbe compromettere lo stato di conservazione e portare alla loro eventuale destituzione, con gravi ripercussioni su fauna, flora e attività umane. Il Cuccuru Ella e l’altopiano fra Monte Nieddu e Bruncu Birrocci costituiscono un vero crocevia naturale fra montagna e mare, che integra biodiversità, patrimonio archeologico e paesaggio. Proteggerli significa tutelare non solo l’ambiente, ma anche la società e il benessere generale, evitando che lo sviluppo industriale comprometta la preziosa continuità fra natura e comunità. Difendere Cuccuru Ella significa difendere restituire alla natura l’immenso dono che ci ha dato con questo pezzo straordinario di Sardegna che è rimasto intatto fino per migliaia di anni.

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