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10 maggio 2026

LA SARDEGNA RURALE SOTTO ASSEDIO SANITARIO

In questi giorni la questione della dermatite nodulare bovina si sta diffondendo su varie testate giornalistiche ...

In questi giorni la questione della dermatite nodulare bovina si sta diffondendo su varie testate giornalistiche e sta attirando l’attenzione anche di volti noti e politici. C’è un punto a cui bisogna porre risalto ed è comprendere quali meccanismi si stiano innescando quando un allevatore denuncia un presunto capo infetto e successivamente accetta di buon grado di abbattere farsi abbattere l’intera mandria. Perché a confermare che attorno a tutto questo possa ruotare un interesse economico non meglio definito , sono ormai in parecchi. Tra le testimonianze raccolte inoltre, diversi allevatori riferiscono di essere stati contattati da veterinari ASL con richieste di rendersi immediatamente disponibili senza ricevere spiegazioni chiare sulle motivazioni dell’intervento. Alla domanda “per quale motivo?”, alcuni raccontano di essersi sentiti rispondere che non erano tenuti a fornire dettagli. Solo reperibilità e obbedienza. Questi funzionari senza scrupoli in camice bianco, si lasciano a deliri d’onnipotenza foraggiati da un sistema che premia la loro fredda obbedienza. D’altronde è cosa nota che ai veterinari vengono corrisposti 15/20 euro a capo abbattuto. Immaginiamoci quanto è il guadagno su decine e decine di bovini. Dai racconti emerge anche che i veterinari dell’ASL sono soliti presentarsi con nonchalance da allevatori che credevano facilmente manipolabili, per loro stessa ammissione. “Mi ero fatto assegnare qui perché mi avevano detto che avresti vaccinato “, riferiscono. Certe voci iniziano a moltiplicarsi da territori diversi, ignorarle completamente diventa difficile. Alcuni allevatori raccontano perfino di diagnosi comunicate dalla macchina senza manco uscire. E di analisi se n’è mai parlato? Ovviamente no. Per gli abbattimenti sembra essere del tutto superfluo effettuare prima controlli accurati e accertamenti sul i capi presunti infetti. Nel frattempo, il clima tra gli allevatori sta diventando sempre più pesante. Quelli contrari alla vaccinazione o critici verso determinate procedure parlano di pressioni continue, addirittura verso i familiari degli allevatori da parte dei veterinari ASL, tensioni e isolamento. Alcuni esasperati arrivano perfino a perdere il controllo durante i confronti con gli operatori sanitari. E dall’altra parte si sta creando una frattura sempre più evidente tra chi accetta certe misure e chi invece decide di opporsi. Che finisce per essere bullizzato dagli stessi colleghi. Dalle recenti analisi emerse, come quelle della dottoressa francese Helene Bonoun, i dubbi sugli effetti del vaccino si consolidano. Tra i possibili effetti collaterali, problemi riproduttivi nei bovini, decessi a pochi mesi dall’inoculazione e aborti anomali. E quindi concludiamo con una domanda aperta che rivolgiamo a tutti voi? Quale pensate sia il reale scopo di questo vaccino?

Commenti

4 totali
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Anonimo
11/05/2026, 08:28

L’ombra del dottor Fois aleggia inquietante sulla marea di baggianate scritte in questo articolo….

Anonimo
11/05/2026, 12:50

Tutta questa pressione ,molto simile come meccanismo ,che usano ,con la famiglia nel bosco

Anonimo
17/05/2026, 08:38

Sanità mafiosa

Fabio
27/05/2026, 20:56

La Sardegna rurale sta per essere cancellata per sempre. Da un lato si confiscano i terreni per la costruzione di migliaia di pale eoliche e dall'altro si portano gli allevatori al collasso economico sopprimendo tutti i capi di bestiame , oppure 'vaccinandoli' con veleni. Lo scopo è chiaro. Distruggere la produzione alimentare regionale e nazionale e togliere il terreno agricolo dalle mani dei privati per consegnarlo alle corporation transnazionali