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24 febbraio 2026

LE LORO REGOLE, LA NOSTRA DIFESA: IL DNSH COME ARMA GIURIDICA PER LA SARDEGNA

La Sardegna è a rischio desertificazione. lo confermano studi europei condotti da oltre trent’anni. Già negli anni ’90 l’Unione Europea ha finanziato il progetto MEDALUS, Mediterranean Desertification and Land Use, per valutare la fragilità dei territori mediterranei.

La Sardegna è a rischio desertificazione. lo confermano studi europei condotti da oltre trent’anni. Già negli anni ’90 l’Unione Europea ha finanziato il progetto MEDALUS, Mediterranean Desertification and Land Use, per valutare la fragilità dei territori mediterranei. Attraverso parametri come suolo, clima, vegetazione e gestione del territorio, le aree vengono classificate secondo il metodo ESA, Environmentally Sensitive Areas, individuando le zone più vulnerabili al degrado e alla perdita di fertilità. Aggiornamenti successivi fino al 2014 hanno confermato che gran parte della Sardegna rientra in categorie di fragilità da moderata a critica, delineando un quadro che richiede interventi attenti e rispettosi dell’ambiente. In questo contesto, la cosiddetta transizione energetica deve confrontarsi con regole precise stabilite dall’Unione Europea. Il Regolamento 2020/852, noto come Tassonomia ambientale, impone il principio “Do No Significant Harm” (DNSH), secondo cui ogni progetto finanziato non deve 1. arrecare danno significativo agli ecosistemi e agli altri obiettivi ambientali, che includono la mitigazione dei cambiamenti climatici 2. l’uso sostenibile delle risorse idriche 3. la riduzione dell’inquinamento 4. la promozione dell’economia circolare 5. la protezione della biodiversità È un vincolo stringente: nessun investimento può essere considerato sostenibile se ignora questi criteri. Ecco perché l’occupazione massiva di pannelli fotovoltaici industriali su territori già fragili rappresenta un rischio reale. Non si tratta solo dei pannelli: reti di collegamento, viabilità, centrali di accumulo e infrastrutture correlate alterano il suolo, modificano gli habitat naturali e influenzano microclimi locali già delicati. Gli studi accademici indicano che l’effetto cumulativo su suolo e vegetazione non può essere trascurato: interventi di questa scala devono essere valutati con rigore scientifico per dimostrare la conformità al DNSH. Il rispetto di queste regole non è un dettaglio tecnico. La violazione del principio DNSH può comportare il rigetto dei progetti, la sospensione o la revoca dei finanziamenti e, nei casi più gravi, procedure di infrazione da parte della Commissione Europea. In un territorio fragile come la Sardegna, ignorare questi vincoli significa non solo rischiare perdite economiche, ma compromettere la possibilità stessa di una transizione energetica davvero sostenibile. la sostenibilità non si misura con la quantità di pannelli installati, ma con la capacità di proteggere ciò che già esiste. Pianificare la transizione energetica significa rispettare il territorio, studiarne le fragilità e agire nel quadro delle norme europee, per trasformare gli investimenti in energia rinnovabile in un vero beneficio per le comunità e per l’ambiente. E tutto questo non sta avvenendo. Alla luce di ciò, procedere con la transizione energetica ignorando il DNSH è la dimostrazione che lo Stato calpesta deliberatamente le regole europee e saccheggia il territorio sotto il pretesto della sostenibilità. Sia chiaro: nessun legame con cambiamento climatico e affini. Il punto è molto semplice: l’esistenza di un vincolo stringente dell’Unione Europea, rappresenta per la Sardegna una possibilità enorme. Se l’Italia sta violando quei principi, che siano questi frutto di documentazione tecnica del green deal e quindi in equilibro tra scopri politici europei e grandi lobby, o meno, poco importa. Quei vincoli possono diventare un arma enorme. Uno strumento per chiedere la revoca dei fondi europei con cui si stanno autorizzando interventi massivi su un territorio fragile. Uno strumento per aprire contenziosi e sanzioni. A questo punto è bene chiarire: le loro stesse armi contro di loro.

Commenti

2 totali
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Fabrizio jiritano
24/02/2026, 20:41

Mai mollare di un centimetro . Grazie ragazzi di esistere !

Anonimo
24/02/2026, 22:20

Grazie per ciò che fate per contrastare le speculazioni a difesa della nostra amata Sardegna! A voi tutta la mia stima!